David Bowie ovvero il testamento di Lazarus. Addio all’artista delle avanguardie rock e non solo.

Diciotto mesi di lotta contro il cancro per un uomo che era tutto ciò che sembrava. Androgino, trasformista, etero, amante, artista di uno spessore unico la cui arte ha attraversato ogni più recondito segreto. Cinque decenni di arte, unica nel suo genere, rock, glam, jazz, funky, il tutto condito da una lucida pazzia che lo ha portato sempre a sperimentare.
Lui il primo ad utilizzare il web per promuoverne le sue opere. Si, perché le sue sono stae vere e proprie opere. David ha cambiato la teatralità della msuica popolre, haa cambiato gli stili di suonare la musica, ha creato un immaginario collettivo quando si trasferì in Germania per raccontare “LA STORIA”. Di lui si è detto che la scomparsa equivale allo scioglimento dei Beatles. Beh scusate ma il paragone non ci sta, infatti, secondo me, David Bowie può essere secondo solo al grande Elvis, come grande del rock potrebbe essere avvicinato al Picasso più conosciuto in una sorta di miscuglio delle arti. Si parlerà tanto di lui nei prossimi giorni ed in futuro, noi, per ora, vogliamo fermarci qui a riflettere su come la morte di un artista così unico possa influire sulla nostra quotidianità. Intanto godiamoci il suo insegnamento: “changes”, sapendo che grandi come lui ci sono stati solo Elvis, Lou Reed, Brian Eno. Dopo….. Addio David
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