"Salento Rock - Andati via senza salutare." La presentazione lunedì 30 Novembre a Galatina

E’ il primo romanzo di Francesca Malerba, galatinese doc ma fuori da diverso tempo; il titolo "Salento Rock -Andati via senza salutare” esce per la Kurumuy Edizioni e sarà presentato lunedì 30 novembre, a cura della Libreria Fiordilibro, presso l'Auditorium del Liceo Artistico "G. Martinez”, e con la collaborazione di Inondazioni.it
Salento Rock, Andati via senza salutare è un romanzo d’inchiesta basato su fatti realmente accaduti in Salento tra la fine degli anni ‘80 e i primi anni ’90.

La vicenda ha luogo principalmente a Galatina, scossa, come altri piccoli centri, dal rapido aumento della tossicodipendenza. A causa dell’elevato consumo di eroina per via endovenosa, nei primi anni ’90 scoppia nel paese un'epidemia di AIDS,con oltre duecento sieropositivi registrati dalla USL, e numerosi decessi, che vanno a sommarsi a quelli dei giovani morti per droga. Già dal 1987, grazie a un cospicuo finanziamento della Cassa del Mezzogiorno, l’ospedale “S. Caterina Novella” era stato dotato di un reparto infettivi all’avanguardia, non ancora attivato a causa di ostacoli burocratici.
I malati di AIDS venivano curati in un'ala dell’ospedale seminterrata, con posti letto, condizioni igieniche e sanitarie inadeguate. Attorno alle difficili esistenze dei malati e dei tossicodipendenti, il paese reagiva in due modi opposti: da una parte l'indifferenza e addirittura il rifiuto e l'emarginazione, dall'altra la volontà di denunciare la situazione e di lottare per ottenere attenzione e diritti. Prezioso fu l’attivismo di alcuni ragazzi del paese con il Centro da loro fondato. Imperniato sulla voce narrante di un'adolescente che prende pian piano coscienza dei fatti, fino a esserne travolta personalmente, Salento Rock è un mosaico di differenti vicende di vita e rappresenta uno scorcio della società dei tempi: i giovani, la musica, la droga, la disoccupazione, lo scarto generazionale tra genitori e figli.
È fra i ragazzi come Antonio, quelli della sua età che l’eroina s’insinua seducente, e poi prende potere e presto imperversa e miete vittime, come una piaga biblica: un disastro di proporzioni tali da disgregare il tessuto sociale di una generazione. All’inizio è solo la curiosità, una piccola trasgressione, il diversivo consigliato da amici più scafati. Al primo incontro si rivela un’amante irresistibile, capace di procurare piaceri solo sognati: «mille volte meglio dell’orgasmo migliore». Ben prima che uno se ne renda conto, l’eroina è diventata un bisogno insopprimibile, una tiranna impellente cui si è pronti a sacrificare ogni cosa; chiodo fisso e liberazione, dannazione e medicina, buco e rota. Per lei si accettano i lavoretti più disparati, si elemosinano prestiti ai conoscenti, si rivendono per poche lire le catenine d’oro di mamma; presto si è solo ruote di un ingranaggio criminale, disposti alla rapina, allo spaccio, alla prostituzione, pronti a scendere ogni gradino dell’abiezione e della perdita di sé.
La droga sceglie le sue vittime a caso e per capriccio, come una dea annoiata; con una certa predilezione per i giovani disoccupati, così privi d’ambizione, di prospettive. Si prende Gaetano, figlio di un parvenu, che paga al prezzo più alto la proterva miopia e l’ansia di riscatto sociale del padre; e anche il figlio del primario – il bell’Alessandro, studente brillante, di eleganza impeccabile, preoccupato solo di godersi la vita. Si prende Gigi-dagli-occhi-blu, il figlio del meccanico, sempre pronto a menar le mani e innamorare le ragazze; si prende Daniele e Marina e la loro felicissima infanzia in campagna con i nonni, prima che i genitori emigranti tornino dalla Svizzera con quattro soldi e un carico pesante d’ambizioni frustrate, ma ci sono poi altre storie di altrettante discese agli inferi, quasi sempre con biglietto di sola andata.
In Salento rock c’è il coraggio disperato di legami che sfidano la malattia e la morte, il sostegno di amicizie che resistono inossidabili alle intemperie e ai disinganni, il languore struggente dei primi amori, quelli per cui Ti-amo è troppo poco, quelli del Morirei-per-te. Perché, con le parole dell’autrice, «non è la droga la protagonista di questo romanzo. Sono i giovani di vent’anni fa. Due generazioni di ragazzi che si muovono in un Salento in cui arcaico e moderno sono ancora strettamente intrecciati, pur negandosi l’un l’altro. Gli stessi disagi, reazioni e destini diversi. Il punk rock e il grunge. La passione e il disimpegno. Le regole e la trasgressione. La siringa e la chitarra, o tutte e due. Un passato troppo recente per essere dimenticato».
Si un passato recente che forse in troppi han fatto finta di dimenticare!
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